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Foto dalla Sagra 2008

Immagini Sagra varie

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Sagrasondaggio

Cosa ne pensi della Sagra 2008?
 
Albino ed Irene PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Aprile 2009 10:08

Ricevo ora una mail da Albino ed Irene, inutile dire che li saluto di cuore, spero che ne seguano presto altre, intanto che il blog non parte ancora! ecco il testo:

PRIMI PASSI…

Due mesi sono passati ma ancora forte è il ricordo di ciò che abbiamo lasciato. Il ricordo, gli abbracci delle nostre famiglie, degli amici, il saluto inaspettato e partecipato delle parrocchie, sono motivi di carica nei momenti bui.

Stiamo iniziando ad entrare in punta di piedi in una realtà cosi diversa, complicata, piena di domande, di perché, di se, di ma, e ogni giorno si cercano delle risposte che non sempre ci sono.

Tanti di voi ci chiedono notizie, ma ci troviamo in difficoltà a tradurre in parole quello che i nostri occhi vedono e la nostra vita vive. Pensiamo che sarebbe bello raccontarvi minuto per minuto quello che stiamo provando, quello che la gente prova o quello che i loro occhi vedono…

 

 

 

Il progetto S.V.I. Zambia…ha radici lontane..bisogna scorrere a ritroso nel tempo fino a giungere tra gli anni ’70 e ’80...quando lo S.V.I. operava in Rwanda, ed è lì che l’allora diciottenne Mariagoretti Gahimbare collaborava come animatrice prima e come infermiera poi con gli amici volontari dello S.V.I., fino allo scoppio della guerra nel 1994, che ha visto Maria e altri rwandesi costretti a scappare dalla guerra e dalle violenze.

Così dopo 5000 Km a piedi attraverso le foreste del Congo e i villaggi dell’Angola..il gruppo di rwandesi al quale apparteneva Maria ha trovato accoglienza nel campo profughi di Maheba nei territori nord occidentali dello Zambia.

Ed è li che Maria supportata a distanza dagli amici di vecchia data dello S.V.I. ha iniziato il suo lavoro di promozione umana, attivando una cooperativa l’M.R.C.U. attraverso la quale gestisce fondi di microcredito, e piccoli progetti di agricoltura e di allevamento.

In breve tempo il campo profughi di Maheba ha raggiunto ottimi risultati tanto da destare l’interesse dei 2 re che governano le aree rurali di Mumena e Matebo entro le quali il campo profughi è sito. Giunti a questo punto i 2 re chiedono aiuto a Maria per poter migliorare le condizioni di vita del loro popolo. E qui entra in gioco ed ha inizio il progetto S.V.I. Zambia, chiamati ad intervenire nelle vaste aree di Mumena e Matebo nel Marzo 2006 la prima equipe di volontari italiani insieme a Maria danno inizio ai lavori.

Nei primi tre anni i volontari si sono trovati a svolgere il delicato lavoro di porre le basi per un buon progetto di sviluppo che vedesse come attori protagonisti gli abitanti di queste aree.

Quindi dopo aver costruito casa e ufficio. I volontari sono stati impegnati nel lavoro, di ricerca-azione per capire e sondare quali fossero i bisogni realmente sentiti dalle comunità, e dopo un lungo lavoro di quasi un anno sono emersi come problemi fondamentali l’approvvigionamento idrico, la differenziazione nella produzione agricola, e l’avvio di attività generatrici di reddito.

Adesso tocca a noi!!! Nei prossimi mesi saremo impegnati con il corso di lingua..il Kikaonde..indispensabile per poter comunicare con la gente che incontriamo, soprattutto nei villaggi dove l’inglese è poco parlato.

Dopodiché avremo da coordinare e seguire lo scavo e la riabilitazione di alcuni pozzi nelle zone rurali, e i relativi corsi di igiene, sanità e mantenimento del pozzo.

In seguito ci aspetta l’organizzazione di alcuni corsi di formazione per i nostri contadini, i corsi di formazione sono un punto fondamentale del nostro lavoro qui, in Zambia, crediamo che il creare occasioni e momenti formativi attraverso i quali possano passare conoscenze e competenze sia molto importante per avviare un progetto che sia realmente di Sviluppo. L’educazione rende liberi, liberi anche dalla schiavitù della fame.

Concludiamo lasciandovi con le parole di uno dei nostri dei “farmers” “ ciò che a noi serve non sono i vestiti , le cose materiali, ma la conoscenza, per poter poi produrre e avere noi i soldi per comprare i vestiti ai nostri figli”….

Un abbraccio

Irene e Albino